mercoledì 28 aprile 2010

Intervista a Mirto Baliani


Scuderie Napoli, Padova, 29 marzo 2010

Attore, musicista, compositore, pittore, fonico e grafico, Mirto Baliani, è un esempio di fusione creativa tra diverse espressioni artistiche. In questa intervista Mirto spiega come si svolge il suo laboratorio intitolato "Dare voce ".

Il focus del suo laboratorio con i ragazzi di "Che ci faccio qui?" è stato sia sulla loro espressione vocale e musicale, sia sul recupero di sonorità passate provenienti dalla storia di ciascuno (ninna nanne dimenticate, registrazioni di anziani, il suono del vento, o litanie ascoltate in chiesa). Ci sono dei suoni che sono comuni alla collettività, altri invece propri degli individui.


L'alternanza e tensione tra individuo-gruppo ha caratterizzato questo laboratorio culminato in una performance musico-teatrale. Nel gruppo, le voci e i suoni e i movimenti dei ragazzi avvenivano in maniera uniforme e coordinata come parte di un'unica entità collettiva. Di tanto in tanto, un individuo si distaccava e mostrava il proprio pezzo di passato sonoro, per poi tornare nel gruppo. In alcuni momenti il gruppo interagiva con l'individuo, imitando, supportando o contrastando la sua performance individuale.



Questa performance attiva potenti rimandi a metafore di vita reale. Gli individui, nel loro essere nel mondo, sono continuamente influenzati dagli altri, dai gruppi, dalla società, tanto da perdere la propria identità. Spesso per comprendere ed esprimere se stessi nel mondo devono distaccarsi dagli altri, avere il coraggio di mostrare la propria individualità, attraverso atti artistici, sociali o politici originali . La reazione della comunità a queste espressioni di libertà individuale può essere di approvazione o di critica.

Sta all'individuo scegliere se correre il rischio.

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