Loggia della Gran Guardia, 7 novembre 2009
Esercizi sul concetto di tempo
"Come apprendiamo il concetto di tempo? Come lo colleghiamo a quello di spazio?
E' quello che i prossimi esercizi vogliono trasmettere. Non attraverso una digressione filosofica, ma bensì attraverso l'esperienza sul proprio corpo"

Alla ricerca del mio posto
E' quello che i prossimi esercizi vogliono trasmettere. Non attraverso una digressione filosofica, ma bensì attraverso l'esperienza sul proprio corpo"

Alla ricerca del mio posto
I ragazzi cercano un posto all’interno della sala in cui stanno bene, nella posizione in cui ci si sentono più a proprio agio rivolgendo lo sguardo verso un punto che hanno scelto
Mentre si trovano nel posto e posizione scelti, si concentrano sull'ascolto del proprio corpo.
Mentre si trovano nel posto e posizione scelti, si concentrano sull'ascolto del proprio corpo.
Cercano di localizzarne le diverse parti, tracciano una mappa mentale di loro stessi, immaginandosi dal di fuori. Iniziano a camminare esplorando lo spazio circostante. Il movimento e' associato al contatto sensoriale con l'ambiente il pavimento sotto i propri piedi, la luce che viene dalle finestre, i corpi degli altri partecipanti.
Per imparare a gestire il tempo, al battere delle mani di Baliani, ciascuno torna alla propria posizione iniziale in 30 secondi. Il movimento deve essere uniforme, bisogna trovare la velocità giusta per arrivare né troppo presto, né troppo tardi. Le parti del corpo devono muoversi tutte in maniera organica, alla stessa velocità. Chi e' più lontano dovrà abbozzare una corsa, chi è più vicino dovrà fare movimenti piccoli e lenti. Così all'allungarsi del tempo a disposizione (fino a 200 secondi), i movimenti devono diventare sempre più lenti e impercettibili.

"Adesso con gli occhi chiusi" dice Baliani. Un piccolo particolare e tutto cambia. Lo spazio è sempre lo stesso, ma la percezione è completamente stravolta. Abituati a orientarsi nello spazio con la vista, i ragazzi imparano a farlo anche con gli altri sensi. E' molto più difficile di quello che sembra...La sensazione è quella di sentirsi spaesati, persi, confusi. E quando finalmente si aprono gli occhi si scopre dove realmente si e', al posto giusto, o proprio dalla parte opposta. Qualcuno si chiede "Che ci faccio qui?"
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